Martedì 15 aprile, ore 21.15, Casa del Volontariato, via Peruzzi 22.
Presentazione del libro "Il sorriso dei ribelli" di Enrico Ferri, nell'ambito delle rassegne "Ne vale la pena" e "Aprile Mese della Memoria".
Dialogano con l'autore Giuliano Albarani, presidente dell'Istituto Storico di Modena e Pierluigi Senatore, redattore capo di Radio Bruno.
In collaborazione con: CNA, AINOC, ROck no War, Radio Bruno, Fondazione Casa del Volontariato, Fondazione Cassa di Risparmio, Libreria Mondadori e Centro culturale Francesco Luigi Ferrari.

Un libro per commemorare la rete dei Giusti e portare solidarietà alla Bassa colpita dal terremoto. È “Il sorriso dei ribelli”, l'ultima fatica di Enrico Ferri, nonantolano ed orgogliosamente sanfeliciano nelle radici, insegnante al Venturi di Modena con la passione per la scrittura e la storia del nostro territorio. «Il testo - racconta Ferri- nasce da quindici anni di ricerche. Nel 1997 la figlia di Odoardo Focherini, Olga, è venuta alla presentazione della mia biografia di don Arrigo Beccari. Mi ha detto che voleva parlare con me, che le sarebbe tanto piaciuto fare un libro sul padre, purché non fosse una biografia. Lui infatti lavorava con molte persone». La rete è uno degli spunti più interessanti del testo, frutto di una minuziosa attività di “scavo”. «Nel 2002 - aggiunge Ferri - lo storico tedesco Klaus Voigt ha fatto un bel libro su Villa Emma, in cui si vede però l'aiuto di Beccari come isolato. Il mio, grazie alle testimonianze raccolte, rovescia il discorso». La costruzione di Nonantola da cui furono salvate decine di persone settant'anni fa è solo uno degli episodi raccontati con dovizia di particolari. Da Focherini, giornalista laico da poco divenuto beato, a don Elio Monari, protagonista spesso dimenticato della catena di solidarietà grazie a cui sono sopravvissute molte persone, sono numerosi i Giusti che “si muovono” tra le pagine: Arturo Anderlini, Giuseppe Moreali, Alfonso Paltrinieri, Dante Sala. «Uomini con il sorriso sempre sulle labbra - spiega il professore scrittore - in una rete che si estendeva da Montefiorino a Finale Emilia», in cui rientra a pieno titolo anche Maria Marchesi, la moglie di Odoardo, a cui è dedicato il libro. «Una promessa che avevo fatto alla figlia Olga. È stata una vedova di sette figli, conosceva il piano del marito e l'ha aiutato. Non è inserita tra i Giusti “ufficiali”, ma di fatto lo è stata».

 Per ulteriori informazioni su "Aprile Mese della Memoria"