Sarà a Carpi, martedì 9 febbraio, alle ore 20.30, presso il Cinema Corso, Vivere alla grande, il documentario del regista Fabio Leli sul tema del gioco d'azzardo legale e delle sue conseguenze.

 

 

Vivere alla grande: il 9 febbraio al Cinema Corso di Carpi il premiato documentario per riflettere sulla piaga dell'azzardo

Due proiezioni alla presenza del regista Fabio Leli: la mattina per gli studenti degli istituti superiori e, alla sera, per gli adulti, in un evento promosso dalla rete Non giocarti il futuro!

 

L'iniziativa, promossa dalla rete di enti, associazioni e singoli cittadini per il contrasto al dilagare del gioco d'azzardo Non giocarti il futuro!, coinvolgerà gli studenti degli istituti superiori, con una proiezione gratuita alla mattina, e gli adulti alla sera, alle ore 20.30. Entrambe le proiezioni si terranno alla presenza del regista, che interloquirà con studenti e adulti sul tema.

 

Il gioco d'azzardo legalizzato è una macchina perfetta che lavora a più livelli, e che nell'ultimo anno ha prelevato – spontaneamente - agli italiani 100 miliardi di euro.
N
on è però soltanto una questione di denaro: sebbene uno degli ambiti di penetrazione dell'azzardo si sviluppi a livello economico, le ricadute sono anche di tipo territoriale, politico, sociale, mediatico e culturale. E' un circolo vizioso, che coinvolge tutti questi aspetti e li modifica per il fine massimo: il profitto. Ma un profitto di pochi, in contrasto alla sofferenza e alla povertà di molti, troppi. Perché indubbiamente l'unico modo certo e accurato di guadagnare con il gioco d'azzardo è solo uno: gestirlo. Ed è impossibile inoltre comprendere come l'invasione del gioco d'azzardo legale abbia trasformato e modificato la politica, la società, l'economia, la comunicazione di massa e la cultura, senza raccontare uno spaccato dell'Italia dell'ultimo ventennio.

 

Spiega il regista: “È nel 2011 che un episodio che ho ritenuto agghiacciante ha modificato completamente il mio modo di vedere il fenomeno dell'azzardo legale, lecito e quasi venerato dallo Stato. La vigilia di Natale c'è il classico scambio di regali tra amici e parenti. Una signora, amica di famiglia, decise di regalare una busta misteriosa a una ragazzina di 16 anni. La ragazzina aprì curiosa e al suo interno ci trovò cinque Gratta & Vinci da 10 euro. La tristezza di quel momento fu per me causa di mobilitazione. Scoprire cosa stava succedendo alla società italiana diventò un'urgenza che ormai vedevo, sentivo e vivevo troppo spesso e in troppe situazioni di 'vita sociale', che a stento poteva ormai essere definita tale”.

 

Precisa scelta stilistica del documentario di impegno civile è quella di non affrontare il tema attraverso i numeri, che si possono dimenticare in fretta, ma raccontando le storie delle persone coinvolte, storie capaci di toccare i sentimenti di ogni spettatore, e di restare maggiormente impressa nella memoria collettiva. Mostrare la tragica realtà del gioco d'azzardo legale sulla popolazione e le fasce più deboli della società ha come obiettivo quello di proporre una visione la più ampia possibile del fenomeno. Partendo dall'alto, ovvero dalle decisioni e dalle discussioni politiche di Camera e Senato, per arrivare al basso, ai racconti di giocatori patologici in cura nei Sert, nei Caf e nei gruppi di auto aiuto, passando per le pubblicità e gli spot trasmessi in tv e sul web oltre che alle dichiarazioni e ai pareri di chi l'azzardo legale in Italia lo gestisce, su concessione dello Stato.

 

Della rete di enti, associazioni e singoli cittadini uniti per il contrasto al dilagare del gioco d’azzardo Non giocarti il futuro! fanno parte Fondazione Casa del Volontariato, ente sociale della Fondazione CR Carpi, Movimento dei Focolari, Presidio Libera ‘Peppe Tizian’ di Carpi, Coop. Sociale Il Mantello, Centro Servizi Volontariato, CGIL, USHAC, Caritas, Federconsumatori, Università Libera Età ‘Natalia Ginzburg’, ACAT.

 

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet www.casvolontariato.org e la pagina Facebook Fondazione Casa del Volontariato..

                                              

   

         

FABIO LELI DURANTE UN'INTERVISTA